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| (22.38) | ma non mi va di svegliarmi la mattina e chiedermi se quello sarà il giorno giusto |
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Prima c'è stata la mestizia, poi l'assemblaggio, il cambiamento, lo sfinimento, una sistemazione fissa, una casa arredata, un gatto. Ora ci sono solo vani tentativi di sfiorarsi l'anima con la punta della lingua ed una certa apprensione all' idea di morire per sbaglio con la testa schiacciata sotto un tram, come quella signora lì, e ricordare solo un crack prima del fermo-vita. Poi ci sono quelle cene alle quali è necessario usare stoffe pruriginose, probabilmente più in imbarazzo di te nell'aderire ad un corpo insofferente, maleducato e indolenzito da ore di immobilità forzata. E poi ci sono i capelli lunghi e lisci che si arricciano per il sudore e disegnano tentacoli sulla schiena nuda, si incollano alle labbra di chi li bacia o li spezza. Rimane comunque il problema dell'anima, del tocco di lingua, e delle casuali vittorie a carte. Certe notti trascorse altrove, certi sensi incantati da un bisogno di calore condiviso anche da te, certi effetti ottici/emotivi strampalati (di quando si ha l'impressione di essere in discesa anche se si è fermi in un rettilinio, di quando si è convinti di amare ma in realtà ciò che manca è un animale domestico da viziare), e considerazioni fisiche, un attestato di stima all'aurora boreale (tanto e troppo bella per essere solo plasma). Infine quel momento- soprattutto da sbronzi- quando si riesce a mormorare, con la bocca spiaccicata sul cuscino e le parole storpiate, certe considerazioni che piombano sulle labbra finalmente senza un minimo di incertezza, come se fosse assolutamente necessario dare quel colpetto di lingua ( o bere tremendamente tanto) per farle diventare suono. Così scopro che ci sei ancora.
Per fortuna nessuno ti sente, già tutti dormono e sognano altro.
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Ad esempio, te e me, tutta intorno a te, me. E poi lì, un po' al centro, te. Poi me, ma chissenefrega. Se ci sei te non vedo perchè dovrei considerare me. E' logico, è così fine. Conosco me stessa al punto da litigarci, pur rendendomi conto che il un numero di mani (due, sì.) è insufficiente per scambiarci ceffoni come si deve. Ma so che non è da me, davvero, dire che preferisco solo te, al centro di tutto, avvolto da me e, soprattutto, con me.
Questo post non è più valido ai sensi della direttiva 89/48/ del blog.
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Ti invito volentieri a togliere l' aria dalla stanza e spiaccicarti con me sul pavimento, risucchiato come-dio-solo-sa dall'effetto di vuoto creato. Swishh. Non ho niente da fare oggi (Studiare? Trovare un hobby? Fare sport? Volontariato agli anziani? Picchiare i bambini? Guardare i treni passare? Ebbene no.).
Ecco!
Swishh
Possiamo-starcene-qui-a-sentire-il-peso-delle-nostre-ossa-comprimersi-e-parlare, (riprendo fiato) non so, di noi.
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Ebbene sì, uno dei due dirà una cazzata colossale.
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Tema:
L'amicizia è un sentimento importante del quale l'uomo non può fare a meno per costruire la sua felicità. Descrivi un amico o amica riportando un episodio che ti ha permesso di sentirtici più legata.
Svolgimento:
Lento e pigro, su di un cubo di pelle bianca, dondola e quasi ride il mio amico. Non è che l'atmosfera sia rarefatta, è solo che lui fuma più sigarette di me e nessuno glielo fa notare. Dondola lento e pigro il sangue nella sua testa mentre, sdraiato a collo in giù, guarda un soffitto di sedie nel loro pessimo design di imitazione minimalista. Ogni sposa qua dentro sembra neve scurita dalle ruote dei camion; chiariamo, ogni cosa qua dentro sembra sgualcita, compresa me, ma ho un bicchiere in mano e nessuna intenzione di alzarmi. Me ne starò qui fino ad un orario corrispondente a numeri senza spigoli. Il mio amico sembra dimagrito negli ultimi minuti, tende la braccia per rialzarsi, scambia uno sguardo con altri cubi dal sangue lento, mi afferra una ciocca di capelli e ne fa un baffo. Non mi piace che beva senza prima aver risposto a molte mie domande sulla sincope e gli stati di grazia o le fibre ottiche. Non mi piace che beva così tanto per cattiveria.
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Tutto è bene quel che è finito consapevolmente malissimo.
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Torniamo a parlare di questo entusiasmante amore:
Mi ero organizzata per un giorno ( quello più random di tutti ) di gloria: dipingere i passanti di giallo e scappare. Che poi, so che lo dirai, è quello che so fare con maggiore efficienza. Non preparo il caffè, ma - miseria nera - a costruirmi tunnel di parole, scavare buchi nelle vite altrui, accorpare le più mobili zolle di entusiasmo e poi staccare l ' etichetta dal citofono, sono estremamente brava. Così, ad esempio, ho convinto un commesso a cercare la tonalità più bella di giallo esistente in un raggio di luce, ma di fronte alla sua perplessità mi sono sentita più fragile. Alla fine sono riuscita solo a prendere il raffreddore durante il tragitto ed ho lasciato perdere. Dunque adesso mi manca il giallo per un giorno di gloria. Anche tutto il resto, per la verità. Forse è solo l'effetto lento di uno strappo che da te arriva a me e qui si ferma. Non so, forse mi feriscono tante cazzate che, nella loro minutezza, fanno eco rimbombante in questo stato di vuoto creato proprio per noi. Comunque, se davvero vuoi andartene, fallo prima che io mi accorga di non aver più bisogno di scappare altrove. Ho capito: ne riparleremo mai. Che fortuna averti incontrato! Ciao.
solo una parola:
nervosisma.
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commenti (4)[popup] || commenti (4) in aliena, idioteque, long distance, storie di sangue, lei inizia a, dietro gli occhi, dopotuttoamore, prestale quella pace, coscienza espansa, ecs pantomime, fai piano, per lui sono ondemozionali, caro disoccupato del tram, attacco alle fiabe
E' tutto qui dentro.
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Tu più di qualsiasi altra cosa, più di tutto il tutto considerabile e confutabile, più del giusto, del gustoso, del vizio, del capriccio. Io ti scorro sotto pelle, io ti amo dall'interno. [...]
A presto
Questa età palindroma
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I pranzi in famiglia mi feriscono sempre profondamente.
Caro diario,
che giornata di materiale fecale / colloidale / alterato / rovinato / pensato e rimurginato / rimpianto / intristito / invecchiato / inappropriato / offeso / isolante / non detto e non pensato / non detto e pensato / semplicemente importante / noioso / petulante / abbracciami, tu sei la mia famiglia / errato / calcolato / sufficiente / periodico / vomitevole / ingenuo / immaturo / porcocane / cane / tedioso.
Terminata in maniera inconcludente da qualunque punto di vista o soglia del dolore stabilita.
viva hello kitty
cià.
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Il deja-vu è inevitabile. Ora, l'inevitabile è appunto inevitabile, un concetto al quale anche lo sputtanatissimo principio di indetetrminazione di Heisenberg cede il passo. Tutto il resto è niente, anche perchè, giocando con le parole, tutto mi sembra sia stato pagato a cifra esatta.
Rimane solo la questione della vasca da bagno.
[ rumori di acqua che scorre, squash di una mano che ne saggia la temperatura fin tanto che non è ancora abbastanza, una risatina per qualcosa, la porta che si chiude e due mani lasciate libere di sbottonare, slacciare, pizzicare. Puoi, sì che puoi. ]
amare anche in condizioni critiche (I) :
con l'acqua alla gola e schiuma ovunque, braccata dalle gambe lunghe di un uomo che impiglia le dita sottili tra tuoi i capelli bagnati appiccicati alla schiena, privata della possibilità di nascondere i difetti e neanche tanto scontenta di questo. Solo imbarazzata un po', questo sì.
amare anche in condizioni critiche (II) :
A che pensi?
Niente in particolare.
amare anche in condizioni critiche (III) :
...
Prenditi un po' cura di me.
[ l'acqua fuoriesce a piccole onde dalla vasca, si forma un piccolo laghetto sulle mattonelle scure.
era inevitabile ]
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Forse perchè entrare in discussione con esemplari del mio stesso sesso e finire ad ascoltare elogi sulle tisane ai finocchi e fiori di Bach mi da' una strana vertigine sensoriale , qualcosa di odoroso di muffa su carta da parati, fieno nelle fattorie inglesi e tazzine giapponesi decorate e pacchiane; forse perchè se ripeto inconsciamente certi tipi di frasi, mi incanto a guardare il vuoto,dico parolacce che non sono parolacce , entro in uno stato di collasso cerebrale, corro la sera fino allo svenimento e indosso il pigiama per giorni; forse perchè mi trovo imbarazzante , disperatamente riservata, a tratti schiva, e *se potessi* mi pianterei in asso: " prendi il tuo lembo di carne e vattene.toh, la milza te la tieni. Abbiamo chiuso. Ti ho amato un tempo (cit.) "; forse perchè [...] bla bla bla; forse perchè [..] bla. Forse per tutti questi -non-validi motivi oggi venticinque settembre mi sento talmente depressa che mi ci sfogherei su questo blog. MI ci rotolerei sospirando ed inizierei a lamentarmi in formato html.
[ ed invece se ne sta a giocherellare con la penne tenuta in equilibrio tra labbra e naso ]
Non essendo in [ tutte quelle robe , sindromi fantasiose delle quali noi e soltano noi donne soffriamo ] questa non è altro che la mia seconda infanzia.
Ed è bello come cantare sotto pioggia, pioggia di cane.
commenti (4)[popup] || commenti (4) in gemelle siamesi

Bizzarra storia un post che voleva essere una canzone.
Grazie al pargolo per aver trasformato le nostre parole in melodia.
' Ormai è solo questione di tempo: devi solo avere la pazienza di percorrere uno ad uno tutti quei giri concentrici che ti porteranno a la canzone '
ed eccola qui :
( QUI tutti i come / quando / perchè )
( QUI tutto il mio affetto )
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Dice.
Da qualche parte a chilometri da lì:
E tutto è talmente evocativo di qualcosa di per se' già evocativa che , non so, ti immagino bambino, poi pacatamente adulto, poi troppo adulto, poi adulto bambino. La sensazione che ti avrei stretto a me ,in ogni fase e con intensità costante, è così forte da stiracchiare qualcosa dentro, lasciando echi in ogni gesto per pochi secondi. Sono cose che si provano, non si capiscono, se si scrivano si snaturano, se si pensano continuamente diventano fantasia, se si riprovano le riconosci. Molto molto evocative.
Ma parliamo di noi:
Tu che imbratti i fogli di equazioni ed io che non mi perdo un giro di dita-penna
masticando vermetti di gomma alla frutta.
Evocativi.
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Mi ritornano in mente solo film sbagliati o drammatici o francesi quando mi trovo da troppo tempo a fissare una porta chiusa ,attendendo che tipo o tipa tornino ,perchè sono pagati per questo ed è giusto che mi diano tante-quante- troppe -più delucidazioni possibili. Non faccio bracciate di mare e vasche di strada solo per stupirmi di come i conducenti dell'Atm tendano sempre più ad assomigliare ai loro mezzi : lenti, larghi, pesanti. Intanto sono qui da almeno quattro ore , stanza dieci metri per otto, guardo la gente che esce ed entra dalla porta a vetri e fa fotocopie , abbassa la voce alza la voce decide i tempi giusti di ogni pausa tra l'espressione di decisione e quella di estremo scazzo. Io guardo tutti negli occhi, perchè non so bene cosa devo fare e mi aspetto che qualcuno si incuriosisca a vedermi lì inattiva ed inutile, mi chieda il senso della mia presenza e mi salvi dal torbido imbarazzo nel quale inizio a slittare. Non succede ovviamente,così chiedo informazioni e ricevo un biascichìo: "Non ti so dire". Lo so, lo so.Mi viene in mente mia zia e poi altri parenti, mi viene in mente una vecchia amica ed un uomo che è una puttana e subito un daino che traina una slitta guidata da un contadino olandese. Capisco che è troppo, dunque mi alzo e nel farlo controllo almeno due volte la porta da giorni tanto corteggiata a suon di stridenti parolacce mentali. A me viene un po' da piangere, ma mi vergogno a sedermi sui gradini e fingere di cercare qualcosa dentro la borsa mentre ci sono piedi che salgono e scendono i gradini di fianco a me. Ma tant'è, piango. Poi penso ad una crittografia mnemonica dal titolo "lo zitello" . Sorrido e mi lancio dalle scale.
15 settembre
Io quelli che interferiscono negativamente nella mia vita non li sopporto.
Automobilisticamente parlando.
In sostanza sei un idiota a tutto tondo. Tu, non Lui. Che c'entra lui? TU, uomo sconosciuto. Hai la consistenza dello stracchino e l'odore di budella metalliche saldate. Hai la voce roca di chi non fa battute giuste, non ha tempi e stile. Rutterai sicuramente quando mangi, strabuzzerai gli occhi da rana quando scopi. Probabilmente sbavi parecchio sul cuscino quando dormi sul fianco e quasi quasi ti piace annusarti i calzini dopo la palestra.Annusi anche il cuscino sbavoso, certo. Ed in certe mattine ti sintonizzi su radio amore e ti ascolti Masini al semaforo perchè c'è bisogno di Amore nel mondo, ma a chi vuoi darla a bere? ti masturberesti lì in macchina, con i motorini delle ragazzine in attesa a pochi metri da te, fissando un erotico e tondo cartello di divieto di sosta. E, probabilmente, se tu l'avessi fatto davvero - masturbarti in pubblico, dico - probabil mente non mi avresti danneggiato la macchina e, veniamo al sugo della faccenda, mi avresti risparmiato questa:
conosciamo la disperazione del contadino che ha perso le galline, ma non la fame della faina'*
che non ho capito ma che, in qualche modo, mi ha colpita.
Così ti auguro una buona serata e speriamo che anche a te venga una colica intestinale mentre bevi il caffè in un bar. E spero che proprio in quel momento trasmettino una canzone di Masini.
Pensami.
* estrapolata da un discorso
La maladie de Gilles de la Tourette
In questa villa e campi di fragole si fa festa. Si balla, si balla.
Si manifesta con movimenti del corpo e/o facciali e con tic di tipo vocale o verbale che possono variare dalla ripetizione di una parola fino all'incoercibile pulsione a proferire espressioni volgari
Tango e sesso fino al chiaror dell'alba. Ci conosciamo da un po', perchè no?
ed è causa di una forte penalizzazione e danneggiamento delle relazioni sociali, e il fatto che sia poco conosciuta incrementa il disagio sociale di chi ne è affetto.
Ci addormenteremo stanchi sull'erba fresca e nessun senso di pace potrà disturbarci. Sarà tutto e nulla. Ora, subito.
La sindrome può indurre ad avere ansia ed attacchi di panico, anche se non frequenti.
Se aspetti un po' potremo baciarci.
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Se potessimo parlarne mai e trovarci sempre








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Vi informo che :
Il cormorano manca di diffidenza / adeguati criteri di valutazione / intuito decente ;
pertando muore da scemo, tutto sporco ed appiccicaticcio.
( ed i pescatori sul molo cantilenano:
Eh, ma se l'è merita , se l'è! quel cormorano lì! )
Non capiscono, non capiscono proprio.
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Tutto quello a cui puoi pensare in sette semplici tocchi di mascara
Mascara bottom-up 7.0
Il Tallio germoglia nei vasi della vicina. La vicina è radioattiva. E nessuno glielo vuole far notare.
Mascara bottom-up 7.1
Ho verniciato la tua stanza di blu di prussia e bianco in rapporto 10:1. Domani faremo finta di essere pesci metropolitani, ed il tuo divano sarà uno scoglio ed i cuscini spugne di mare. Tua mamma si arrabbierà. Probabilmente urlerà, poi urlerai tu ed infine io. A quel punto credo che me ne andrò via e, con me, anche una spugna di mare. COsì impara tua mamma ad arrabbiarsi per queste cose.
Mascara top-down 9.4 KH
Mangiare da' crisi di coscienza a quasi tutte le donne che conosco. Comincio a sentirmi un po' depressa.
Mascara top-down 9.5 KH
Sotto la pelle ho cerchi, come gli alberi, ma i miei non segnano l'età.
Mascara bottom -up 8.0
Era da tanto che non mi sudavano le ascelle così per l'emozione. Spero non ti venga in mente di abbracciarmi giusto adesso. Sai che sono paralizzata dal bisogno di sapere se dentro abbiamo la stessa tempesta. Adesso , in più, ho anche la maglia pezzata. Tu chiamala se vuoi: emozione. Io però da qui scapperei. Ed infatti con una scusa sono già alle tue spalle. E non smetto di sudare.
Mascara bottom- up 8.1
Ho verniciato un treno fermo di blu di prussia e bianco in rapporto 10:1. Non un treno merci,ma un treno treno. Domani un pezzo di mare sfilerà per l'Italia, tra campagne e campagne. Se questa non è poesia allora tutto è stato vano. E' probabile che il comune prenderà seri provvedimenti. Al comune non piacciono le poesie. A me sì. Dopodomani dipingerò i cassonetti. E se questa non è poesia allora tutto è stato vano.
Mascara top- down 6.9
Da-quando-mastico-api-vivo-indisturbata-nel-miele.
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Ama Te che ami Lei che ama Te. E le due linee si cerchiano. Finalmente riposano.
Punto.
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Sì, è un intermezzo.

Mica sono fatta di ferro.
E qualsiasi cosa abbiate pensato guardando l'immagine o leggendo la frase è assolutamente errata.
( Soluzione a fine mese.)
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Messaggio in bottiglia
Volevo essere Schiele, poi ci ho ripensato. Volevo essere te. Per osservarmi da dentro, per sentirmi da vicino. Volevo essere te e viverti dalle ossa alla carne, nella gola e nel sangue, in questo abbraccio, in quell'inferno, in quelle che sono parole interrotte, in quelle che sono solo strade diverse, voli pindarici, nostalgie, capricci. Volevo essere te ed andarmene con le tue gambe a zonzo per il mondo, incrociando altre gambe, fino ad arrivare alle mie e qui , finalmente, riposare. Volevo essere te, ma alla fine sono solo me. E non mi piace più esserlo, quindi magari cambio e cambio. Ma so che potrei ripensarci, perchè prima di essere te,lo sai, volevo essere solo Schiele.
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E' la fine, la fine del mondo.
[
Il contenuto di questo post è assente.
Facciamo che ne riparliamo tra qualche ora. Forse anche per me tutto sarà più ( chiaro? semplice? significativo? determinante? nuovo? vecchio? spazioso? eccitante? distruttivo? triste? uguale a prima? )
qualcosa.
]
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' Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. '
Di giorni saporiti.





































